IL LUPO SOTTO IL MANTELLO

Quando la signora Carolina arrivò al Reparto di Psichiatria, pochi denti marci tra labbra scorticate dal fumo e un puzzo antico di sonni da valium mal dormiti, si era d’estate e io non avevo trent’anni. Del suo amore smarrito: “Lui, lui se ne è andato, da tanti anni è andato lontano, io lo voglio trovare, lo voglio trovare, me lo faccia trovare…” presi la sua tristezza e la mia noia e, come ognuno che si creda Dio, m’inventai una storia.

Perché, finché ci saranno parole per parlare, diremo a Spoon River, con Dorgas Giustine:

“È assai lodato l’atto del ragazzo spartano che si nascose il lupo sotto il mantello lasciandosi divorare, senza lamentarsi. È più coraggioso io penso strapparsi il lupo dal corpo e lottare con lui all’aperto magari per strada tra polvere e ululi di dolore. La lingua è magari un membro indisciplinato ma il silenzio avvelena l’anima”.

Così io regalai la sua storia alla signora Carolina, e le diedi anche serenaseventigoccepertre  perché, ad essere sinceri, un po’ pazza lo era davvero.

Dalla raccolta di racconti “IL  LUPO SOTTO IL MANTELLO” vincitore 2° edizione premio letterario Mario Tobino.