Home2019-02-09T16:15:10+00:00

IL VASO DI RUBIN

– E’ un vaso

– No, è il profilo di due persone!

E’ un vaso o un profilo?
E se fossero entrambe le cose?

Invertire il punto di vista per mantenersi vigili, svegli e attenti. Perché ci vuole un attimo a rinunciare al pensiero. Al “no”, la più sacra tra le parole. Specie quando il gioco si fa duro e si deve cominciare a giocare.

Se qualcuno ha appena incontrato una persona speciale e sente le farfalle nello stomaco cosa risponderà più probabilmente? E lo stesso qualcuno venticinque anni dopo la fase “farfalle nello stomaco?” (Non metterò la voce IRONIA  quando faccio ironia, certa che chiunque legga più di tre parole dei miei scritti capirà che ne faccio un uso smodato – e sto cercando di smettere).

Ma, e questo è importante, con un piccolo scarto dello sguardo chi vede il vaso potrà facilmente vedere i due profili e viceversa.

Perché allenarsi a questo?

Perché avere una visione allargata di quanto ci succede attorno permette di non appiattirsi a tutto quello che gli altri ci raccontano.

Perché avere una visione allargata di quanto ci succede dentro permette di non credere a tutto quello che noi ci raccontiamo. E su questo ritorneremo.

E quindi avere

Una visione più lucida di quanto è fuori di noi e una visione più chiara di quanto succede dentro di noi.

Come si fa questo allenamento?

Andando in giro a raccattare storie e guardandole con lo scarto dello sguardo. Raccontando storie vere ma un po’ inventate, ma anche storie inventate però un po’ vere, storie di cose che ci accadono e storie che sono accadute a qualcuno vicino a noi, liberando la fantasia e usandola e abusandone come ci pare. Perché, incredibile ma vero, è legale! ( credo).

E quindi, a  proposito di sensinverso, racconterò una piccola storia vera.

Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io

Perché davvero poche cose sono più perniciose degli amici che agiscono per il nostro bene. Allora adesso c’è questo gruppo (ciurma, accozzaglia, gang band sarebbero termini dispregiativi e io, che sono una personcina educata, non li userò) comunque, dicevo, c’è questa squadra che si riunirà a Verona  a fine mese per occuparsi con affettuosa sollecitudine dei fatti nostri, e dico “fatti” nel caso che qualcuno di animo sensibile stia leggendo questo pezzo o, più semplicemente, nel caso che qualcuno lo stia leggendo tout court. Allora a Verona i giorni 29-30-31 marzo si terrà il WORLD CONGRESS OF FAMILIES XIII Voilà! Che sarà mai il world congress fam bla bla bla? mi sono chiesta e, da coscienziosa cittadina anche se un po’ ignorante - sono andata a leggere il programma. Beh, non ci si può quasi credere: un nutrito gruppo di anime belle si riuniranno, perdendo il loro tempo prezioso e i loro (?) soldi per occuparsi della mia moralità. Ah, che dolcezza, mi sono detta, che senso di calore amoroso, che sollievo sentirmi così ben assistita nei miei incerti passi sulla via della salvezza. Perché, durante questo congresso, un gruppo di personaggi misti che vanno dal leader del [...]

Da |16/03/2019|Categorie: Signora Mia|2 Commenti

Old & co. alla riscossa

Gira tra i medici la seguente storiella. Un signore novantenne andò a farsi visitare dal suo medico, lamentando un certo fastidio al ginocchio sinistro. Al mattino soprattutto, appena mi tiro giù dal letto, il ginocchio sinistro si inchioda lì e mi prende tutto un dolore…cosa potrebbe essere? Eh, rispose il medico con simpatia, sarà anche un po’ l’età… Ma non è vero dottore, rispose fiero il novantenne, l’altro ginocchio ha la stessa età e non mi fa male per niente! Adesso non so esattamente perché ho raccontato questa storiella (vera? inventata? Direi più la seconda), ma credo perché, da un po’ di tempo, mi è presa curiosità per quell’epoca della vita in cui tutto sembra andare in sottrazione. E invece no. Nella mente, insieme ai neuroni che se ne vanno salutando - bye bye - altri si intruppano in una specie di buffa associazione a delinquere: creano personaggi, costruiscono amori e organizzano ribellioni contro il tiranno (di solito questo ruolo è interpretato dai figli). Allora c’era questa vecchietta, Secondina, (perché in Romagna con i nomi non la toccano piano) novantenne e passa, che tutte le sere rifiutava di mangiare insieme ai suoi familiari e si chiudeva in camera [...]

Da |06/03/2019|Categorie: Signora Mia|1 Commento

Com’è bella

Ho scritto questo pezzetto qualche tempo fa,quando veramente sono venuti ad abitare nel mio condominio alcuni studenti. Mi aveva irritato tutto il brontolare degli anziani condomini, arroccati  nel loro diritto di non sentire rumori: camminare, cantare, spostare sedie ecc... Allora, poiché la vita  è rumorosa, mi ero sentita solidale con Gli Studenti (categoria solitamente vilipesa nei palazzi bolognesi) e avevo scritto questo pezzettino un po’ acido. Poi mi ero pentita e lo avevo tenuto lì, in una cartella denominata “sciocchezze”dove raccolgo tutte le sciocchezze – appunto - che mi passano per la testa. Poi l’avevo ripescato perché, nel frattempo, mi era venuta un’idea sul mistero della vecchiaia e sulle meravigliose cose che accadono dentro il cervello  dei vecchi. Ricordi di racconti che mi avevano fatto vecchi pazienti che andavo a visitare,le loro storie e le loro fantasie. Così mi scuso di averli chiamati Dentiere. Ma certi giorni, quando gridavano per le scale agli studenti: “adesso basta o chiamiamo i carabinieri!”sentivo il loro tac tac tac battere il ritmo della loro indignazione. Va bene, leggetelo con indulgenza e, se riuscite, con un po’ di benevolenza. COM’È BELLA GIOVINEZZA Nel mio palazzo sono venuti a vivere Gli Studenti. Cantano a [...]

Da |28/02/2019|Categorie: Signora Mia|0 Commenti

Io mi chiamavo Berto

Io mi chiamavo Berto. Berto, Bertino, Bertone, secondo i giorni. Alla mia umana piaceva scherzare. A volte, Merdino, quando ero così piccolo che ero fatto solo di orecchie enormi e una coda lunghissima. Una coda buona da succhiare la sera, quando mi serviva farmi un po’di coraggio. Io mi chiamavo Berto, trovato in un bosco, salvato da un cane. Io non ricordo quel giorno, me l’hanno raccontato. Un giorno speciale: il cane di nome Rocky mi ha trovato in un mucchietto di foglie, insieme ai miei fratelli. Mi ha raccolto piano piano col suo muso e mi ha portato dai suoi amici umani. Io non ricordo niente, avevo gli occhi chiusi e solo una coda a strisce per farmi compagnia. Ma mi è rimasto nel cuore il caldo di quel muso, la punta delicata dei suoi denti che non volevano ferire, l’odore del suo pelo. L’odore di un amico. L’odore di un eroe. Io mi chiamavo Berto e mi prendevo cura degli altri. Di una vecchia gatta nera che viveva con me, di un gatto grigio fifone chiamato Don Abbondio e questa cosa non l’ho mai capita, e mi prendevo anche cura di lei, l’umana, che certe giorni [...]

Da |20/02/2019|Categorie: Signora Mia|4 Commenti

Passaggio d’amore

Sabato sera sarò a Lugo alla cena di beneficenza per la festa del gatto. La mia presenza ha il senso di "restituire" un lieto fine a una storia che un lieto fine l'aveva avuto. E poi perso. In questo libro si racconta una storia vera: la storia di un cane che trova in un bosco cinque gattini e ( SPOILER) li salva portandoli a casa. Una storia così bella che - quando me l'hanno raccontata - ho dovuta scriverla. E uno di quei gattini - Berto - è venuto a vivere con me. Ma, e qui il lieto fine è cambiato bruscamente, Berto si è ammalato e poi è morto e io ho smesso di raccontare questa storia. Poi... Berto mi ha dettato una lettera. Non nella realtà, in quella realtà che ci cammina accanto e non si vede e non si sente, ma non per questo è meno vera. E ho capito che l'unico modo di continuare a far vivere qualcuno che amiamo (persone, animali) è passare la loro vita e il nostro amore a qualcuno che resta. E per quello sabato sera sarò là, alla cena di beneficenza dell'ENPA, per dare a un altro animale le [...]

Da |14/02/2019|Categorie: Signora Mia|0 Commenti

Lavori in corso

Ci saranno lavori in corso sul sito per un paio di settimane, ma tornerò presto con qualcosa di nuovo e interessante!

Da |04/02/2019|Categorie: Uncategorized|0 Commenti

Miss italia a mia insaputa

Allora la premessa, la prima, è che io non sopporto gennaio. Lo soffro proprio, con i suoi cieli bianchi, i vetri ghiacciati, gli alberi (non che se ne vedano molti qui in centro città, ma comunque…) con quei rami magrissimi e nudi protesi verso il nulla e insomma, ero qui, un pomeriggio di un giorno da cani (cit.) a cercare di scrivere di un argomento molto serio e che mi sta molto a cuore e gennaio mi pesava sul cuore. Di sottofondo una conduttrice molto nota, molto esuberante, lievemente fuori? parlava con un entusiasmo che io nemmeno se suonasse Ryan Gosling a chiedermi in prestito una tazza di zucchero, e sì, lo so, sto divagando - e insomma, l’allegra conduttrice chiacchierava e una voce femminile rispondeva. E qui faccio la seconda premessa. Io ho una totale simpatia per le donne. Ho delle amiche molto care e non sono mai stata tradita da loro. Per esempio nessuna, neanche in gioventù, ha mai cercato di portarmi via i morosi. Per onestà bisogna anche dire che i miei morosi erano quasi tutti oltre ogni tentazione. Questa seconda premessa è necessaria perché adesso dirò delle cose acidissime su un certo tipo di [...]

Da |28/01/2019|Categorie: Signora Mia|0 Commenti

Interruzioni, di Camilla Ghedini, Giraldi editore

Questa non è una recensione! Allora, ho letto questo libro. Camilla Ghedini, giornalista e scrittrice, mi ha chiesto se avevo voglia di farle domande a una presentazione e io ho detto di sì, naturalmente, con molto piacere. E, potete immaginare, ho iniziato a leggere questo libro con un pregiudizio positivo: pensavo fosse un bel libro, presumevo fosse un buon libro. C’è un passo in “I pascoli del cielo” di Steinbeck che racconta questo piccolo fatto. Cito a memoria perché l’ho letto mille anni fa. Siamo in America, dove nella meravigliosa valle vivono alcune famiglie, in lotta con la fatica e la miseria e i sogni sul futuro. In una di quelle famiglie nasce una bambina. Tutti  vanno a visitare la puerpera, pronti a congratularsi con lei e complimentarsi per la bellezza della bambina. Ma quando la vedono, quando vedono che la bambina è veramente bellissima, ammutoliscono. Bene, così è capitato a me con questo libro. Pensavo fosse buono. E invece è un capolavoro. Adesso siete autorizzati a accusarmi di piaggeria, ci sta, ma in verità, in verità vi dico che io sto alla piaggeria come alla probabilità di vincere la prossima edizione di Masterchef. (Potete chiedere alla mia [...]

Da |22/01/2019|Categorie: Signora Mia|0 Commenti

Un accorto psichiatra, un bravo scrittore

Questo brano l’avevo letto una mattina in treno, andando al lavoro, in uno dei tantissimi (100? 120? le stime sono varie) libri su Maigret scritti da Simenon. Non ricordo di preciso quale perché i Maigret, nella loro rarefatta, incantevole scrittura, si assomigliano un po’ tutti. Poteva essere “ Il cane giallo”, ma la butto lì, non ne sono sicura. Ma questo brano mi aveva colpito, tanto da fotografarlo, perché andava a toccare esattamente un punto sensibile del mio rapporto con il mio lavoro. Il punto. Un rapporto fatto di grande stima e rispetto reciproco, ma forse mai divampato in una vera passione. Tale rapporto, la mattina della quale parlavo, mentre il treno - come è suo costume - sostava alla stazione di Varignana in una curva quantica del tempo, era arrivato a quel punto delle umane relazioni in cui, se c’è stata stima e ci sono delle creature in mezzo, ci si rende conto che ci si vuol bene e basta. Ci si separa con affetto e gratitudine, si può andare a prendere un caffè insieme, ma già una cena è meglio di no. E una notte “insieme” mai . Di solito, quando ci si rende conto che [...]

Da |16/01/2019|Categorie: psicopillole|2 Commenti

Cane mangiami se quest’anno non…

Mia nonna era un’inguaribile pessimista. Una delle sue frasi preferite era: “Sarebbe meglio che i cani mi mangiassero”. La diceva così, senza apparente motivo, rifacendo i letti o mescolando il ragù, sempre rigorosamente bianco. Perché lei, di massima sana come un pesce, soffriva però di una complessa patologia chiamata “i miei disturbi”. Tali disturbi si compendiavano in un unicum detto cistitegastritecolite. Da qui il ragù bianco che, essendo lei una persona giusta, preparava solo per sé, lasciando me e il nonno in balia del nostro ragù rosso, con tutti i rischi di morte fulminante che questo poteva comportare. Perché tanto noi non soffrivamo di cistite gastrite colite e, che ci fosse una venatura di biasimo in questa constatazione, io l’ho sospettato solo da grande: all’epoca pareva una constatazione neutrale. (La leggenda di famiglia racconta che colite sia stata la mia prima parola. L’hai detta proprio bene, diceva la nonna, hai detto proprio totite. Io non ci credo completamente ma si capisce che, se per gli altri bambini la prima parola è mamma e la tua è colite, poi il tuo destino è abbastanza segnato, no?) Comunque. Un’altra frase abituale era: “Cane mangiami se...” La frase precedeva una facile [...]

Da |10/01/2019|Categorie: Signora Mia|2 Commenti