Home2019-10-03T10:56:43+00:00

IL VASO DI RUBIN

– E’ un vaso

– No, è il profilo di due persone!

E’ un vaso o un profilo?
E se fossero entrambe le cose?

Invertire il punto di vista per mantenersi vigili, svegli e attenti. Perché ci vuole un attimo a rinunciare al pensiero. Al “no”, la più sacra tra le parole. Specie quando il gioco si fa duro e si deve cominciare a giocare.

Se qualcuno ha appena incontrato una persona speciale e sente le farfalle nello stomaco cosa risponderà più probabilmente? E lo stesso qualcuno venticinque anni dopo la fase “farfalle nello stomaco?” (Non metterò la voce IRONIA  quando faccio ironia, certa che chiunque legga più di tre parole dei miei scritti capirà che ne faccio un uso smodato – e sto cercando di smettere).

Ma, e questo è importante, con un piccolo scarto dello sguardo chi vede il vaso potrà facilmente vedere i due profili e viceversa.

Perché allenarsi a questo?

Perché avere una visione allargata di quanto ci succede attorno permette di non appiattirsi a tutto quello che gli altri ci raccontano.

Perché avere una visione allargata di quanto ci succede dentro permette di non credere a tutto quello che noi ci raccontiamo. E su questo ritorneremo.

E quindi avere

Una visione più lucida di quanto è fuori di noi e una visione più chiara di quanto succede dentro di noi.

Come si fa questo allenamento?

Andando in giro a raccattare storie e guardandole con lo scarto dello sguardo. Raccontando storie vere ma un po’ inventate, ma anche storie inventate però un po’ vere, storie di cose che ci accadono e storie che sono accadute a qualcuno vicino a noi, liberando la fantasia e usandola e abusandone come ci pare. Perché, incredibile ma vero, è legale! ( credo).

E quindi, a  proposito di sensinverso, racconterò una piccola storia vera.

Recensione e intervista da Cultura al Femminile

Intervista a Caterina Ferraresi, autrice de L’elogio del barista. Riflessioni semiserie di una psicoterapeuta sull’inutilità della psicoanalisi recensione di Cristina Casillo link alla pagina originale Ho avuto il piacere di conoscere Caterina Ferraresi,  psicoterapeuta di Bologna che ha pubblicato, con Marco Mazzoli, la raccolta di racconti Il lupo sotto il mantello; con Danilo di Diodoro, Lo gnomo della biblioteca; Naso di cane, grazie ad un articolo pubblicato nella pagina spettacoli del “Il Resto del Carlino” di Bologna. “La psicoanalisi? La fa il barista”. Questo era il titolo. L’articolo di Camilla Ghedini comincia così: “LA DIFFERENZA tra uno psicoanalista e un barista è molto semplice. Il primo non può dare consigli, anche se vorrebbe. Il secondo dà anche quelli non richiesti e lo fa con una schiettezza e leggerezza da fare invidia a una professionista dell’inconscio”. La mia curiosità per lo studio della psicoanalisi è sempre stata grande come lo stupore nel constatare che chi, come il barista citato dalla Ferraresi, facendo un lavoro a contatto con il pubblico riesca ad offrire un supporto sicuramente meno appropriato – per mancanza di conoscenza della scienza – ma simile a quello dello psicoterapeuta. Vendendo bevande dolci e calde come il caffè, al costo di poco più di un euro, offre [...]

By |04/04/2019|Categories: Signora Mia|2 Comments

Caro amico ti leggo

Caro amico ti leggo. Oggi, 29 marzo, inizia a Verona il Congresso mondiale delle famiglie. In discussioni temi che riguardano la libertà della persona, la libertà di amare (ognuno come gli va, cantava Lucio Dalla) e  di fatto, e molto in sintesi, i diritti delle donne. Il parterre dei personaggi che lo animano consentirebbe facili ironie e le facce sono fin troppo suggestive dell'acume del buon vecchio e politicamente scorretto Lombroso. La tentazione di corredare questo articoletto con una foto dell’espressione di una Maria Giovanna Maglie, ex giornalista e ex un mucchio di cose, (quella che vorrebbe prendere sotto con la macchina Greta Thunberg per capirci) attualmente saggista, opinionista e fervida sostenitrice del congresso o di un Brian Brown (ex quacchero convertito padre di nove figli) è forte, ma il momento è cupo e ci sono tempi in cui l’ironia, grande meccanismo di difesa ma anche dichiarazione di superba superiorità, va lasciata da parte. Io oggi vorrei indicare con il cuore, come esempio di modernità, umanità e speranza per il futuro, un uomo modernissimo, anche se nato e morto nell’ottocento, Victor Hugo (1802- 1885). V.H. fu esiliato dalla Francia per quasi vent’anni a causa dei suoi discorsi appassionati [...]

By |29/03/2019|Categories: Signora Mia|6 Comments

Chi si loda s’imbroda

Dice: perché non parli mai del tuo libro? Perché ho questo imprinting che mi ha lasciato mia nonna, quella pessimista. Diceva la nonna: chi si loda s’imbroda. Eh, dice, ma non è che ci sia tanto da lodarsi, non hai mica scritto La divina commedia. Sì, grazie, lo sospettavo (a questo servono gli amici!) E poi c’è un’altra cosa, della quale non sono ancora pronta a parlare, ma lo farò la prossima volta. O magari quella ancora dopo. Qualcosa che riguarda il sentimento che un autore può avere per un proprio libro DOPO che è venuto al mondo… Comunque adesso non voglio parlare di questo, non sono ancora pronta. Vi voglio invece parlare del PRIMA. Da dove nasce il mio libro, ve lo voglio  mostrare quando era solo un racconto, appena un groviglio di idee, all’INIZIO del concepimento. E cosa c’è più bello degli inizi? http://www.ilsensoinverso.it/racconti/lo-chiamavano-flamingo-bar/

By |23/03/2019|Categories: Signora Mia|0 Comments

Lo chiamavano Flamingo Bar

Lo chiamavamo Flamingo bar, ma si chiamava Bar 52, forse perché era al numero civico 52 di via degli Albari, a Bologna, proprio sotto casa mia. Flamingo era il barista, ma neanche lui si chiamava realmente così: il nome che leggevo sulla posta che si ammucchiava sul pavimento nei giorni di chiusura era Casadei, Giovanni Casadei. Veniva da un paesino romagnolo, il nome era tipico di là. Ma tutti lo avevano sempre chiamato Flamingo. Alle sette lo trovavo già al lavoro dietro il bancone d’acciaio: a quell’ora  preparava soprattutto cappuccini e caffè per gli impiegati della Cassa di Risparmio. Era la parte routinaria del lavoro. Riempiva i filtri, lavava le tazze, passava lo straccio per togliere i cerchi dei piattini, spolverava i granelli di zucchero con aria distratta, sbirciando la strada dove posteggiava, sempre in divieto, la sua Volvo color amaranto. Ogni due o tre mesi gli facevano una multa per divieto di sosta, era quasi una convenzione per i vigili che passavano ogni mattina di lì, una specie di tassa di sosta personalizzata. Stia attenta - mi diceva allora- ci sono i vigili stamattina. Era più amareggiato che arrabbiato, come per uno sgarbo ricevuto da un vicino solitamente [...]

By |23/03/2019|Categories: Racconti Sottosopra|2 Comments

Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io

Perché davvero poche cose sono più perniciose degli amici che agiscono per il nostro bene. Allora adesso c’è questo gruppo (ciurma, accozzaglia, gang band sarebbero termini dispregiativi e io, che sono una personcina educata, non li userò) comunque, dicevo, c’è questa squadra che si riunirà a Verona  a fine mese per occuparsi con affettuosa sollecitudine dei fatti nostri, e dico “fatti” nel caso che qualcuno di animo sensibile stia leggendo questo pezzo o, più semplicemente, nel caso che qualcuno lo stia leggendo tout court. Allora a Verona i giorni 29-30-31 marzo si terrà il WORLD CONGRESS OF FAMILIES XIII Voilà! Che sarà mai il world congress fam bla bla bla? mi sono chiesta e, da coscienziosa cittadina anche se un po’ ignorante - sono andata a leggere il programma. Beh, non ci si può quasi credere: un nutrito gruppo di anime belle si riuniranno, perdendo il loro tempo prezioso e i loro (?) soldi per occuparsi della mia moralità. Ah, che dolcezza, mi sono detta, che senso di calore amoroso, che sollievo sentirmi così ben assistita nei miei incerti passi sulla via della salvezza. Perché, durante questo congresso, un gruppo di personaggi misti che vanno dal leader del [...]

By |16/03/2019|Categories: Signora Mia|2 Comments

Old & co. alla riscossa

Gira tra i medici la seguente storiella. Un signore novantenne andò a farsi visitare dal suo medico, lamentando un certo fastidio al ginocchio sinistro. Al mattino soprattutto, appena mi tiro giù dal letto, il ginocchio sinistro si inchioda lì e mi prende tutto un dolore…cosa potrebbe essere? Eh, rispose il medico con simpatia, sarà anche un po’ l’età… Ma non è vero dottore, rispose fiero il novantenne, l’altro ginocchio ha la stessa età e non mi fa male per niente! Adesso non so esattamente perché ho raccontato questa storiella (vera? inventata? Direi più la seconda), ma credo perché, da un po’ di tempo, mi è presa curiosità per quell’epoca della vita in cui tutto sembra andare in sottrazione. E invece no. Nella mente, insieme ai neuroni che se ne vanno salutando - bye bye - altri si intruppano in una specie di buffa associazione a delinquere: creano personaggi, costruiscono amori e organizzano ribellioni contro il tiranno (di solito questo ruolo è interpretato dai figli). Allora c’era questa vecchietta, Secondina, (perché in Romagna con i nomi non la toccano piano) novantenne e passa, che tutte le sere rifiutava di mangiare insieme ai suoi familiari e si chiudeva in camera [...]

By |06/03/2019|Categories: Signora Mia|1 Comment

Com’è bella

Ho scritto questo pezzetto qualche tempo fa,quando veramente sono venuti ad abitare nel mio condominio alcuni studenti. Mi aveva irritato tutto il brontolare degli anziani condomini, arroccati  nel loro diritto di non sentire rumori: camminare, cantare, spostare sedie ecc... Allora, poiché la vita  è rumorosa, mi ero sentita solidale con Gli Studenti (categoria solitamente vilipesa nei palazzi bolognesi) e avevo scritto questo pezzettino un po’ acido. Poi mi ero pentita e lo avevo tenuto lì, in una cartella denominata “sciocchezze”dove raccolgo tutte le sciocchezze – appunto - che mi passano per la testa. Poi l’avevo ripescato perché, nel frattempo, mi era venuta un’idea sul mistero della vecchiaia e sulle meravigliose cose che accadono dentro il cervello  dei vecchi. Ricordi di racconti che mi avevano fatto vecchi pazienti che andavo a visitare,le loro storie e le loro fantasie. Così mi scuso di averli chiamati Dentiere. Ma certi giorni, quando gridavano per le scale agli studenti: “adesso basta o chiamiamo i carabinieri!”sentivo il loro tac tac tac battere il ritmo della loro indignazione. Va bene, leggetelo con indulgenza e, se riuscite, con un po’ di benevolenza. COM’È BELLA GIOVINEZZA Nel mio palazzo sono venuti a vivere Gli Studenti. Cantano a [...]

By |28/02/2019|Categories: Signora Mia|0 Comments

Io mi chiamavo Berto

Io mi chiamavo Berto. Berto, Bertino, Bertone, secondo i giorni. Alla mia umana piaceva scherzare. A volte, Merdino, quando ero così piccolo che ero fatto solo di orecchie enormi e una coda lunghissima. Una coda buona da succhiare la sera, quando mi serviva farmi un po’di coraggio. Io mi chiamavo Berto, trovato in un bosco, salvato da un cane. Io non ricordo quel giorno, me l’hanno raccontato. Un giorno speciale: il cane di nome Rocky mi ha trovato in un mucchietto di foglie, insieme ai miei fratelli. Mi ha raccolto piano piano col suo muso e mi ha portato dai suoi amici umani. Io non ricordo niente, avevo gli occhi chiusi e solo una coda a strisce per farmi compagnia. Ma mi è rimasto nel cuore il caldo di quel muso, la punta delicata dei suoi denti che non volevano ferire, l’odore del suo pelo. L’odore di un amico. L’odore di un eroe. Io mi chiamavo Berto e mi prendevo cura degli altri. Di una vecchia gatta nera che viveva con me, di un gatto grigio fifone chiamato Don Abbondio e questa cosa non l’ho mai capita, e mi prendevo anche cura di lei, l’umana, che certe giorni [...]

By |20/02/2019|Categories: Signora Mia|4 Comments

Passaggio d’amore

Sabato sera sarò a Lugo alla cena di beneficenza per la festa del gatto. La mia presenza ha il senso di "restituire" un lieto fine a una storia che un lieto fine l'aveva avuto. E poi perso. In questo libro si racconta una storia vera: la storia di un cane che trova in un bosco cinque gattini e ( SPOILER) li salva portandoli a casa. Una storia così bella che - quando me l'hanno raccontata - ho dovuta scriverla. E uno di quei gattini - Berto - è venuto a vivere con me. Ma, e qui il lieto fine è cambiato bruscamente, Berto si è ammalato e poi è morto e io ho smesso di raccontare questa storia. Poi... Berto mi ha dettato una lettera. Non nella realtà, in quella realtà che ci cammina accanto e non si vede e non si sente, ma non per questo è meno vera. E ho capito che l'unico modo di continuare a far vivere qualcuno che amiamo (persone, animali) è passare la loro vita e il nostro amore a qualcuno che resta. E per quello sabato sera sarò là, alla cena di beneficenza dell'ENPA, per dare a un altro animale le [...]

By |14/02/2019|Categories: Signora Mia|0 Comments

Lavori in corso

Ci saranno lavori in corso sul sito per un paio di settimane, ma tornerò presto con qualcosa di nuovo e interessante!

By |04/02/2019|Categories: Uncategorized|0 Comments