Blog2018-12-03T10:46:03+00:00

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Allora l’anno scorso, in estate- che faceva un caldo che le infradito si erano fuse con il catrame della sabbia (e di questo – del catrame nella sabbia, dico- ne parlerò prima o poi) vabbé, questo mio amico mi dice che devo avere un blog. -Per forza – insiste – così magari puoi dare consigli a chi te li chiede, invece che darli a destra e a manca. E poi puoi parlare dei tuoi libri, farli vedere, essere in contatto con i lettori.

-Ma io non so scrivere- ho obiettato, ma era un’obiezione un po’ debole. Non so scrivere in situazioni in cui siamo più di tre: io, il pc e i gatti; nell’intimità sono piuttosto tradizionalista.-E poi se non mi viene in mente niente da dire?

– Copia qualcosa- mi ha risposto lui che, nonostante io gli voglia un bene folle, è decisamente una brutta persona.

-E perché qualcuno dovrebbe leggere il mio blog?

-E perché no? C’è chi legge XY (qui mettete il vostro nome preferito)

Questo mi ha convinta così, il 15  luglio dell’anno scorso, con quel caldo che…il catrame ecc…ho aperto il mio blog, con una bella pagina piena di colori, la mia foto in cui rido a crepapelle, ci ho scritto una riga di recensione di qualche libro, copiata non ricordo dove, e non ci ho più pensato.

-Allora quel blog?- mi ha chiesto l’amico quest’anno – come va? Era febbraio, faceva un freddo cane e la suola degli stivali si era fusa con il ghiaccio dell’asfalto formando un unico blocco.

-Ho scritto un post*- ho detto, ma non mi ha commentato nessuno.

– Hai scritto UN post! Ah, UN post- ha sghignazzato, mettendo nel breve articolo ‘UN’ tutta la disapprovazione che può contenere.

E così ho deciso, cambio la foto (sempre una in cui rido a crepapelle, nonostante io solitamente  sia di umore piuttosto ombroso) e mi impegno a scrivere almeno il secondo post.

*Se qualcuno lo avesse letto mi faccia sapere.

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